Bergamo, dalla ricerca accademica la carrozzina per sport paralimpici

Trentadue i brevetti, cinque esclusivi e i restanti in co-titolarità con le aziende del territorio, registrati dall’Università degli studi di Bergamo nei settori dell’automazione, della meccanica, delle tecnologie per l’energetica e per la salute.

Quella dell’Università di Bergamo è un esempio concreto di trasferimento tecnologico, dal mondo della ricerca a quello delle imprese.

Per quel che riguarda in particolare la salute, tra i brevetti spicca Q-Walk, la ginocchiera a supporto di chi soffre di Parkinson: si tratta di un dispositivo nato dal lavoro in comune con la start-up Quicklypro, formata dai tre giovani fisioterapisti Niccolò Sala, Manuel Rocco e Francesco Rusnati e dal gruppo di ricerca del professore Davide Russo del Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione. L’innovazione tecnologica in questo caso è di aiuto ai malati: la ginocchiera emette segnali luminosi sul pavimento, indicando loro dove appoggiare esattamente i piedi e ridando così sicurezza ai movimenti.

Sempre grazie ai ricercatori dell’Ateneo lombardo è stata sviluppata la carrozzina sportiva modulabile per avvicinare persone con diverse caratteristiche fisiche e disabilità all’atletica leggera. L’idea è scaturita dal lavoro di squadra tra Dipartimenti, ricercatori e studenti e il brevetto italiano vede la co-titolarità con la Fispes (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali). L’invenzione, che si trova già in vendita grazie all’interesse della catena Decathlon, è senz’altro d’impulso ai progetti e ai sogni degli atleti paralimpici.