Diamo il benvenuto a Riccardo Palmisano nuovo Vice-Presidente del Cluster Lombardo Scienze della Vita

Presidente Assobiotec e Chief Executive Officer di MolMed spa

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Riccardo Palmisano, Presidente di Assobiotec e Chief Executive Officer di MolMed S.p.A., società di ricerca, sviluppo e produzione biotech quotata alla Borsa di Milano, è stato eletto a fine febbraio Vice-Presidente del Cluster Lombardo Scienze della Vita.

In occasione della nomina a Vice-Presidente abbiamo chiesto al dott. Palmisano se esistono gap ancora da colmare per rendere le scienze della vita italiane competitive nel panorama internazionale? Quali? In che modo lei pensa si possa agire?

Esistono e sono anche molto rilevanti, tanto che nella ricerca innovativa, nella capacità di trasformare le buone pubblicazioni in brevetti e poi in impresa l’Italia è molto indietro rispetto ai Paesi concorrenti. La tesi è confermata è trova esempi all’interno dei rapporti Technology Forum Life Science, realizzato da Assobiotec insieme a The European House Ambrosetti e con il supporto di Alisei, disponibili sui siti sia dell’associazione che di Ambrosetti stessa. La debolezza del trasferimento tecnologico limita la valorizzazione della nostra ricerca, ma anche la persistenza del cosiddetto professor privilege toglie interesse all’Ente di ricerca per la valorizzazione dell’invenzione realizzata presso i propri laboratori. La spada di Damocle di una norma sulla sperimentazione animale più restrittiva rispetto a tutto il resto d’Europa rischia di fare scappare dall’Italia gran parte della ricerca pre-clinica. La burocrazia, spesso inutile e ridondante, allunga i tempi sia della sperimentazione pre-clinica sia di quella clinica: l’Italia attira molta meno ricerca clinica di quella che potrebbe attirare sulla base delle proprie eccellenze cliniche riconosciute in molte aree terapeutiche. Abbiamo poi un sistema produttivo di eccellenza, grazie soprattutto alla qualità delle persone, ma datato e fortemente concentrato, seppur con alcune eccezioni, solo su alcuni tipi di produzione. Non siamo ancora riusciti ad attirare produzione di proteine ricombinanti e di anticorpi monoclonali, nonché di terapie avanzate, geniche, cellulari e rigenerative. Cosa fare, come agire? È innegabile l’esigenza di una decisione forte e la messa a punto di una strategia nazionale, che coinvolga anche le Regioni, ma che metta fine alla frammentazione tra Ministeri a livello centrale e tra Regioni a livello territoriale. Per far questo, ma soprattutto per implementare la strategia di cui sopra, potrebbe essere di grande supporto un’Agenzia per la Ricerca e l’Innovazione in area Science della Vita, così come già fatto in altri Paesi, a partire da UK. In contemporanea bisogna mettere mano al trasferimento tecnologico, al ruolo dell’Università (dall’abolizione del professor privilege al cambiamento dei criteri di valutazione che spingono solo verso la pubblicazione) e al pacchetto degli incentivi fiscali e della semplificazione burocratica, unici strumenti che possono aumentare l’attrattività del Paese per gli investimenti internazionali. Nella prospettiva di questo grande progetto si evidenziano le sinergie tra il Cluster Lombardo Scienze della Vita, Assobiotec e, il Cluster Alisei e numerosi altri soggetti territoriali:: il progetto deve avere una visione e un respiro nazionale, ma il locomotore del treno delle Scienze della Vita e il laboratorio in cui sperimentare, come detto, nuovi modelli di technology transfer, non può che essere la Lombardia, che già di fatto ha più del 50% delle imprese e del fatturato in area Salute, che possiede alcune delle principali Università ed Enti di ricerca pubblici e privati, nonché il maggior numero di IRCCS d’Italia e, ultimo ma non ultimo, vede nascere sul proprio territorio sia Human Technopole a Rho sia la Città della Salute e della Ricerca a Sesto San Giovanni.

Riccardo Palminsano è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Parma, Palmisano ha maturato una trentennale esperienza nell’industria bio-farmaceutica, iniziando la sua carriera nell’industria italiana, per poi estendere la propria esperienza alle imprese multinazionali. Dopo aver collaborato con Farmitalia Carlo Erba e con il Gruppo Menarini, nel 2000 ha fondato la filiale italiana di Shire Pharmaceutical, di cui è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale, per poi passare alla GlaxoSmithKline nel 2003 come Vice President Commercial Retail Market Italia e nel 2005 in Genzyme, azienda biotech americana specializzata nella ricerca e sviluppo di farmaci orfani per le malattie rare, dove viene chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente, Amministratore Delegato & General Manager per l’Italia. Dopo l’acquisizione di Genzyme da parte di Sanofi, assume anche il ruolo di Business Strategy & Development Director in Sanofi Italia (2012-2013). Tra il 2014 e il 2015, prima di passare in MolMed, è Presidente non operativo di Genzyme, Presidente di Siena Biotech, oltre che membro dello Steering Committee di Rare Partners, impresa sociale, e consulente di alcune start up innovative nell’area delle scienze della vita. In Assobiotec dal 2008, ne diventa Vice Presidente delegato all’Area Salute nel 2010 e nel marzo 2016 Presidente per il triennio 2016-2019.