Giornata della Ricerca 2019

Promosso da Regione Lombardia con Fondazione Veronesi e giunto al suo terzo appuntamento, l’evento voluto per diffondere una cultura della ricerca e i risultati più importanti nell’ambito delle life science ogni 8 novembre, ha puntato quest’anno sul tema dell’healthy ageing.

Momento clou della giornata è stata la consegna del Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” al professore Guido Kroemer, austriaco, docente all’Università Descartes di Parigi e autore della scoperta sulla restrizione calorica come fattore che induce l’autofagia, e su come tale meccanismo molecolare riesca a prolungare la longevità delle cellule.

Si tratta di un contributo prezioso per rallentare i processi fisiologici di invecchiamento e per proteggere le cellule in particolare da alcune patologie. Kroemer è il primo studioso straniero a ricevere il Premio internazionale di Regione Lombardia. Un riconoscimento che guarda al mondo e che punta a favorire uno scambio fruttuoso tra i centri di ricerca lombardi e i vincitori: il 70% del Premio sarà utilizzato per ricerche condotte in collaborazione con enti del territorio. “Stiamo identificando nuove sostanze naturali o farmacologiche capaci d’indurre l’autofagia senza tossicità e ne abbiamo già individuate alcune che hanno un effetto benefico sul metabolismo, sull’invecchiamento cardiovascolare e sul cancro – ha spiegato Kroemer. Con lo sviluppo di questa ricerca in Lombardia valuteremo i loro effetti anche su altre condizioni patologiche come la fibrosi cistica”. Ecco allora che grazie al Premio di Regione Lombardia, questa ricerca di portata mondiale proseguirà presso l’Istituto Europeo Fibrosi Cistica Onlus di Milano e l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO). “Diverse specie batteriche che stimolano le risposte immunitarie antitumorali nei pazienti hanno anche la capacità di migliorare la sindrome metabolica, il diabete e l’obesità – ha aggiunto il professore. Esiste inoltre prova del fatto che una singola specie batterica, Akkermansia muciniphila, possa ritardare l’invecchiamento nei centenari umani. Proprio su questi ambiti si concentrerà il futuro della nostra ricerca”.

Presente anche un altro scienziato, il fondatore della neurobiologia vegetale Stefano Mancuso, tra i massimi studiosi e divulgatori di una nuova visione delle piante come esseri capaci di intelligenza, sensibilità, memoria.

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